FAQ e Informazioni Utili

Un database in costante aggiornamento che raccoglie informazioni utili, aggiornamenti normativi e domande frequenti sui temi delle Comunità Energetiche e dell'Efficienza Energetica.

GENERALE

Le Comunità Energetiche, o Energy Community, sono insiemi di soggetti (persone fisiche, enti locali, enti del terzo settore e PMI) situati nelle vicinanze degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili che si riuniscono su base volontaria per produrre e consumare energia elettrica pulita, secondo i principi di autoconsumo e autosufficienza energetica.

Per farlo, si dotano di impianti di produzione di energia rinnovabile, come impianti fotovoltaici o piccoli impianti eolici.

L’obiettivo principale delle comunità energetiche è quello di fornire benefici ambientali, economici o sociali alla comunità circostante, piuttosto che profitti finanziari.

Il decreto legislativo 199/21 prevede diverse tipologie di configurazioni di comunità energetiche: le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e i Gruppi di Autoconsumatori Collettivi (AUC).

Queste sono state successivamente raggruppate attraverso il Decreto CER del MASE (DM n.414 del 07/12/2023) nella definizione di Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile (CACER), includendo anche i sistemi di autoconsumo individuale di energia rinnovabile a distanza, introdotti dal D.lgs. 17/22.

I membri di una comunità possono essere persone fisiche, piccole e medie imprese (PMI), enti territoriali o autorità locali, comprese le amministrazioni comunali, le cooperative, gli enti di ricerca, gli enti religiosi, quelli del terzo settore e di protezione ambientale a condizione che, per le imprese private, la partecipazione alla comunità di energia rinnovabile non costituisca l’attività commerciale e/o industriale principale. Questi soggetti si devono costituire insieme mediante un soggetto giuridico specifico che sarà il rappresentante della comunità energetica rinnovabile (CER).

Il principale requisito tecnico è che i membri della comunità devono essere titolari di punti di connessione alla rete elettrica (POD) sottesi alla stessa cabina primaria (alta/media tensione)

Nel caso di autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente (AUC), gli stessi devono essere titolari di punti di connessione ubicati nello stesso edificio o condominio e non è necessario costituire un soggetto giuridico ad hoc.

Inoltre, ciascun impianto di produzione deve essere entrato in esercizio successivamente al Dicembre 2021, data di entrata in vigore del decreto legislativo 199/21 e comunque successivamente alla regolare costituzione della CER. I nuovi impianti sono limitati ad una potenza massima di 1MW, con la possibilità di adesione per impianti preesistenti, per una misura comunque non superiore al 30% della potenza complessiva che fa capo alla comunità, e senza la possibilità che questi accedano agli incentivi ministeriali. Possono aderire anche le sezioni di impianto di produzione oggetto di potenziamento, limitatamente alla nuova sezione di impianto ascrivibile al potenziamento, fermo restando il limite di potenza massima valido per la nuova sezione In ogni caso, ai fini dell’accesso ai benefici previsti dal Decreto di incentivazione, gli impianti non devono beneficiare di altri incentivi sulla produzione di energia elettrica.

L’impianto di produzione di energia rinnovabile può essere gestito da un produttore parte della CACER oppure da un soggetto terzo purché l’energia prodotta e gli impianti stessi risultino sotto la disponibilità della comunità. Le configurazioni di condivisione dell’energia engono incentivate sulla base dell’energia condivisa dai partecipanti secondo quanto previsto dal decreto attuativo del MASE. L’energia condivisa viene, inoltre, valorizzata secondo quanto stabilito dal Testo Integrato Autoconsumo Diffuso (TIAD) di ARERA.

L’energia condivisa viene definita come il valore minimo, in ciascun periodo orario, tra l’energia elettrica prodotta e immessa in rete dagli impianti a fonti rinnovabili e l’energia elettrica prelevata dall’insieme dei clienti finali associati.

Ciascun membro, dunque, continuerà ad acquistare la sua energia liberamente tramite il proprio fornitore e la condivisione dell’energia verrà valorizzata a posteriori. I valori economici vengono riconosciuti dal GSE a seguito dell’accesso al servizio di incentivazione.

L’energiarinnovabile immessa in rete può essere ceduta con il ritiro dedicato del GSE o valorizzata sul mercato libero.

 

Il consumatore è un soggetto che preleva l’energia elettrica dalla rete pubblica di distribuzione al fine di alimentare le utenze sottese all’unità di consumo di cui ha la disponibilità. A tal fine il cliente finale è titolare del punto di connessione dell’unità di consumo e quindi intestatario della bolletta elettrica. 

Il produttore è una persona fisica o giuridica che produce energia elettrica e non necessariamente coincide con il proprietario dell’impianto di produzione; perciò, in tale caso deve sottostare alle istruzioni del proprietario. Il produttore è l’intestatario dell’impianto di produzione di energia elettrica, nonché delle autorizzazioni alla realizzazione e all’esercizio dell’impianto di produzione.  

Un prosumer è un consumatore che possiede anche impianti di produzione: esso può sia prelevare dalla rete, come un consumatore puro, sia immettere in rete, ovvero come un produttore puro. Nonostante possa avere due comportamenti opposti, questi non si possono mai verificare contemporaneamente, dato che in un nodo elettrico si ha sempre e solo un verso della corrente. 

Per autoconsumo si intende quella quota di energia prodotta che non viene immessa in rete, in quanto è stata consumata direttamente dal prosumer. La comunità energetica si basa invece sul concetto di autoconsumo virtuale, ovvero condivisione dell’energia tramite la rete di distribuzione locale. Questo significa che si condivide energia consumando e prelevando dalla rete contemporaneamente alle immissioni in rete degli impianti rinnovabili. Non esiste quindi una connessione fisica diretta tra consumatori e produttori ma si instaura una relazione virtuale, valida alla determinazione di energia condivisa. 

L’energia condivisa è definita in ogni ora come il minimo tra energia immessa sulla rete di distribuzione ed energia prelevata dalla rete da tutti i partecipanti della comunità (CACER). 

Persone fisiche, piccole e medie imprese (PMI), gli enti di ricerca e formazione, gli enti religiosi, quelli del terzo settore e di protezione ambientale, enti territoriali o autorità locali, comprese le amministrazioni comunali, gli enti di ricerca e formazione, gli enti religiosi, quelli del terzo settore e di protezione ambientale nonché le amministrazioni locali contenute nell’elenco delle amministrazioni pubbliche divulgato dall’ISTAT, a condizione che, per le imprese private, la partecipazione alla comunità di energia rinnovabile non costituisca l’attività commerciale e/o industriale principale. 

Soggetti che sono titolari di punto di connessione ubicati nello stesso condominio, edificio o complesso di villette a schiera, ovvero gruppo di unità immobiliari che hanno una parte in comune.  

Per piccole imprese si intendono imprese che hanno meno di 50 occupati e un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro; per medie imprese si intendono le imprese che hanno meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.  

Ulteriori produttori aventi impianti di produzione connessi su reti elettriche di bassa tensione sottese alla medesima cabina primaria, che determina la comunità di energetica, ma che non sono membri o azionisti della comunità, possono conferire mandato al Referente perché l’energia elettrica immessa dai suddetti impianti rilevi nel computo dell’energia elettrica condivisa, fermo restando il rispetto dei requisiti previsti per tali impianti ai sensi delle Regole Tecniche del GSE. 

Ogni membro può mantenere il proprio contratto, perché rimane libera la scelta del fornitore di energia. 

Per impianto di produzione di energia elettrica alimentato da fonti rinnovabili si intende un impianto di produzione di energia elettrica che utilizza per tale produzione esclusivamente l’energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, delle biomasse, dei gas di discarica, dei gas residuati dai processi di depurazione e del biogas.

Gli interventi ammessi sono solo quelli di nuova costruzione, cioé entrati in esercizio successivamente al 16 Dicembre 2021, data di entrata in vigore del decreto legislativo 199/21, e comunque successivamente alla regolare costituzione della CER, sia in caso di nuovo impianto e di potenziamento di impianti esistenti

viene presa in considerazione nella configurazione la sola sezione di impianto aggiunta nel qual caso viene presa in considerazione nella configurazione la sola sezione di impianto aggiunta. . Con il il decreto legislativo 199/21 viene introdotta la possibilità di adesione per impianti esistenti, sempre di produzione di energia elettrica rinnovabile, per una misura comunque non superiore al 30% della potenza complessiva che fa capo alla comunità, e senza che questi possano accedere al meccanismo incentivante. In ogni caso, ai fini dell’accesso ai benefici previsti dal Decreto di incentivazione, gli impianti non devono beneficiare di altri incentivi sulla produzione di energia elettrica.

No, non ci sono limiti al numero di impianti né alla potenza totale, purché gli impianti singolarmente non siano di potenza maggiore di 1MW..

I sistemi di accumulo installati a livello di comunità, ovvero a fianco gli impianti, determinano sempre un aumento dell’energia condivisa perché permettono di variare i periodi di immissioni in funzione del fabbisogno di energia elettrica, ma non permettono di ridurre i prelievi dalla rete. Mentre, se i sistemi di accumulo sono posseduti dai prosumer, questi possono sia variare i periodi di immissione, che ridurre i prelievi dalla rete. 

Sì, anche le colonnine di ricarica possono rientrare nella configurazione di condivisione dell’energia rinnovabile. 

Si tratta di energia elettrica prelevata per la quale non sono applicate le componenti tariffarie di trasmissione e di distribuzione. Questa quota di energia comprende i prelievi di energia elettrica dalla rete per l’alimentazione dei servizi ausiliari di generazione, quindi di POD facenti capo ad impianti stand-alone. Questa energia non rileva ai fini della condivisione. 

Il contratto per la regolazione del servizio di valorizzazione e incentivazione dell’energia elettrica condivisa da un gruppo di auto-consumatori o da una comunità di energia rinnovabile è oggetto di aggiornamento ogni volta subentrino modifiche che hanno effetti sul calcolo dei contributi spettanti, quali ad esempio quelle che derivano dall’inserimento nella configurazione e/o dalla fuoriuscita di clienti finali e/o produttori. 

Il primo passo è dotarsi di uno statuto che si basa sulla partecipazione aperta e volontaria, poi una volta individuato un referente, è necessario fare richiesta al GSE. 

Soggetto definito in maniera autonoma dalla comunità energetica che si occupa di gestire la comunità dal punto di vista burocratico, quindi tenuto ad interfacciarsi con il GSE e il gestore della rete elettrica. Nel caso di un gruppo di autoconsumatori il ruolo è tipicamente ricoperto dall’amministratore, ma è anche possibile dare mandato senza rappresentanza a un soggetto terzo che acquisisce a sua volta il titolo di referente.

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No, perché il meccanismo di incentivi correlato all’energia condivisa è alternativo allo Scambio sul Posto 

l numero di comunità energetiche rinnovabili in Italia potrebbe passare da circa 100 a 15.000-20.000 entro il 2027, secondo le stime del Ministero dell’Ambiente, per un totale di 5GW di potenza di impianti rinnovabili.

Per i membri è possibile in ogni momento chiedere la recessione dal contratto di comunità, una volta assolti eventuali sospesi economici. 

NORMATIVA

Il percorso di sviluppo della normativa sulle Energy Community e sull’autoconsumo collettivo inizia nel febbraio 2015 con la pubblicazione della “Energy Union Strategy”, una normativa che mirava a rafforzare e rendere più sicuro il servizio energetico europeo migliorando l’impatto ecologico e la competitività. 

Successivamente sono stati pubblicati dei pacchetti di misure come il “Clean Energy for all European Package” (CEP) iniziato nel 2016 e completato nel 2019. Con questo pacchetto l’Unione Europea ha chiarito l’indirizzo della politica energetica europea, fornendo un importante contributo per la strategia di lungo termine con normative che promuovono la transizione verso un sistema energetico decentralizzato, in cui i consumatori finali svolgono un ruolo attivo. 

Con questa normativa, per la prima volta, vengono introdotte anche le comunità energetiche.  

Le direttive più importanti che seguono il CEP sono state: 

  • Renewable Energy Directive 2018/2001 o RED II, pubblicata a dicembre 2018; 

  • Directive on common rules for the internal market for electricity 2019/944 o IEM, pubblicata a giugno 2019. 

La Direttiva RED II ha come scopo principale l’aumento della quota dell’energia prodotta da fonti rinnovabili nell’Unione Europea e affrontare il problema della povertà energetica. All’interno della RED II sono state definite con precisione le “Renewable Energy Community” (REC, Comunità di energia rinnovabile, CER) e i “jointly-acting renewable self-consumers” (autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente, AUC). 

Invece, lo scopo della Direttiva IEM è quello di adattare il mercato elettrico europeo ai cambiamenti tecnologici e strutturali in atto. Le configurazioni introdotte si riferiscono solo alla produzione e scambio di energia elettrica e sono autorizzate a partecipare a servizi energetici come nuovi attori del mercato elettrico.  

Il recepimento delle due direttive da parte degli Stati membri dell’Unione Europea è obbligatorio.

In ogni caso, le Direttive europee prevedono diversi “gradi di libertà” per gli Stati Membri. I principali sono: 

  • la definizione del concetto di “prossimità” per le Comunità di Energia Rinnovabile; 

  • la definizione dei ruoli dei membri e dei soggetti terzi riguardo proprietà e gestione degli impianti; 

  • la possibilità di gestione della rete elettrica; 

  • la definizione delle partite economiche connesse, con particolare riferimento agli oneri tariffari. 

 

L’Italia ha avviato il processo di recepimento della Direttiva RED II inserendo nel quadro normativo italiano le configurazioni introdotte a livello europeo. Il percorso è cominciato con il Decreto Milleproroghe, di dicembre del 2019, convertito in legge ed entrato in vigore a febbraio 2020, in cui sono state introdotte per la prima volta nella legislazione italiana le definizioni di “Autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente” e “Comunità di Energia Rinnovabile”, stabilendo la possibilità di creare comunità che scambino energia al fine dell’autoconsumo collettivo. 

Successivamente sono state pubblicate la Delibera ARERA 318/2020 (agosto 2020), il Decreto attuativo del MiSE (settembre 2020), che ha individuato la tariffa incentivante per la remunerazione dell’energia prodotta dagli impianti a rinnovabili distinguendo tra autoconsumo collettivo e comunità energetica rinnovabile, e le regole tecniche del GSE (dicembre 2020). 

Altre misure importanti, in ambito della transizione ecologica, sono quelle contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato il 13 luglio 2021 con Decisione di esecuzione del Consiglio, che ha recepito la proposta di decisione della Commissione europea

Degli oltre 220 miliardi di investimenti totali previsti, 68,3 sono destinati alla Rivoluzione Verde e Transizione Ecologicain particolare 2,2 miliardi sono destinati allo sviluppo di comunità energetiche rinnovabili nei territori dei comuni con meno di 5 mila abitanti. 

Con l’auspicio che, dopo la scadenza mancata per il recepimento della RED II, si acceleri per completare l’iter e dare così il via alla realizzazione su scala delle comunità energetiche. 

A dicembre 2021, attraverso i decreti legislativi 199/21 e 210/21, vengono recepite rispettivamente le direttive 2018/2001 (RED II) e 2019/944 (IEM). Attraverso il decreto 199/21 vengono implementate alcune importanti modifiche in ambito CER, di fatto si ha un’estensione della definizione di autorità locali, comprendendo anche le amministrazioni comunali, gli enti di ricerca e formazione, del terzo settore e di protezione ambientale nonché alle amministrazioni locali contenute nell’elenco ISTAT, si ha inoltre un incremento della soglia di potenza per gli impianti, da 200kW a 1MW, con la possibilità di incorporare potenziamenti e impianti preesistenti con un limite del 30% della potenza complessiva in capo alla CER. Infine viene anche esteso il perimetro delle CER dalla cabina secondaria a quella primaria.

Nel Dicembre del 2022, viene pubblicato da Arera il Testo Integrato Autoconsumo Diffuso (TIAD), che regola le modalità per la valorizzazione dell’autoconsumo diffuso per le configurazioni previste dai D. lgs. 199/21 e 210/21, viene quindi confermato il modello ‘’virtuale’’ per la valorizzazione dell’autoconsumo diffuso e vengono definiti i requisiti e le procedure per l’accesso al servizio per l’autoconsumo diffuso. Il TIAD entra in vigore solo il 24 Gennaio 2024, data di entrata in vigore del Decreto CER del MASE (DM n.414 del 07/12/2023).

Il DM MASE, regola le modalità di incentivazione per sostenere l’energia elettrica prodotta da impianti a fonti rinnovabili inseriti in Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile (CACER) e definisce criteri e modalità per la concessione dei contributi previsti dal PNRR. Secondo quanto definito all’interno del decreto gli incentivi vengono erogati dal GSE sotto forma di tariffa incentivante sulla quota di energia condivisa per gli impianti a fonti rinnovabili, con un limite di applicabilità al trentesimo giorno successivo alla data del raggiungimento del limite di potenza incentivata pari a 5 GW, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. Per quanto riguarda invece i contributi previsti dal PNRR, il decreto definisce l’erogazione di contributi in conto capitale fino al 40% dei costi ammissibili per lo sviluppo delle CACER nei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. Questi contributi si applicano fino al 30 giugno 2026 per la realizzazione di una potenza complessiva pari almeno a 2 GW, ed una produzione indicativa di almeno 2.500 GWh/anno, rimanendo nel limite dei fondi stanziati dal PNRR, 2.200M€.

L’ultimo step per completare il contesto normativo e regolatorio per lo sviluppo di configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’energia rinnovabile, è la pubblicazione da parte del GSE delle regole operative, prevista entro il 23 Febbraio 2024, che disciplinano le modalità e i requisiti per accedere al servizio, la richiesta di attivazione del servizio e il procedimento di valutazione della richiesta, il contratto per il riconoscimento del servizio, l’erogazione della tariffa e le modalità di controllo e verifica da parte del GSE.

La Direttiva RED II ha introdotto due importanti novità, che verranno prossimamente recepite all’interno della normativa che regola le comunità energetiche: La taglia massima degli impianti passerà a 1MWp; Tutte le utenze e tutti i produttori che risultano collegate alla medesima cabina AT possono far parte della stessa comunità energetica. 

INCENTIVI

L’incentivo è composto da due voci, Tariffa Incentivante Premio (TIP) e Restituzione componenti tariffarie (definita come Contributo all’energia autoconsumata Cacv). Entrambi vengono erogati dal GSE. La restituzione delle componenti tariffarie è definita da ARERA e viene calcolata sulla base dei parametri che determinano gli oneri di rete, stabiliti ogni anno dall’autorità, e viene definita sulla base del valore del corrispettivo unitario variabile della tariffa di trasmissione (TRASE), all’incirca 8€/MWh. La Tariffa Premio è stata definita dal MASE, ed ha una struttura variabile in base al prezzo zonale, ma con valori massimi fissati, che oscillano tra i 100€/MWh per gli impianti di taglia più grossa e i 120€/MWh per quelli di taglia più piccola. Questi valori in euro vanno quindi moltiplicati per l’energia condivisa ottenuta per ottenere l’incentivo totale. Per quanto riguarda i soli impianti fotovoltaici alla Tariffa Incentivante Premio è sommato un fattore di correzione in funzione della zona geografica, +4€/MWh per le regioni del centro, e +10€/MWh per quelle del Nord.

L’incentivo è composto da due voci, Tariffa Incentivante Premio e Restituzione componenti tariffarie (definita come Contributo all’energia autoconsumata Cacv). Entrambi vengono erogati dal GSE. La restituzione delle componenti tariffarie è definita da ARERA e viene calcolata sulla base dei parametri che determinano gli oneri di rete, stabiliti ogni anno dall’autorità e viene definita come la somma del valore del corrispettivo unitario variabile della tariffa di trasmissione (TRASE), all’incirca 8€/MWh e del valore più elevato della componente variabile di distribuzione definita per le utenze in bassa tensione (BTAU), all’incirca 0.6€/MWh. La Tariffa Premio è stata definita dal MASE, ed ha una struttura variabile in base al prezzo zonale, ma con valori massimi fissati, che oscillano tra i 100€/MWh per gli impianti di taglia più grossa e i 120€/MWh per quelli di taglia più piccola. Questi valori in euro vanno quindi moltiplicati per l’energia condivisa ottenuta per ottenere l’incentivo totale. Per quanto riguarda i soli impianti fotovoltaici alla Tariffa Incentivante Premio è sommato un fattore di correzione in funzione della zona geografica, +4€/MWh per le regioni del centro, e +10€/MWh per quelle del Nord.

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L’energia immessa in rete, sia essa di un produttore o l’eccedenza dii un prosumer (consumatore con un impianto fotovoltaico allacciato alla propria rete elettrica), può essere remunerata in due modi: Ritiro dedicato (RID) o vendita sul mercato libero dell’energia. Il primo metodo di rivendita è gestito dal GSE, e in ogni ora applica lo stesso prezzo zonale che viene stabilito dalla zona di mercato di appartenenza dell’impianto. Inoltre, il GSE ogni anno determina dei prezzi minimi che vengono sempre garantiti. 

Resta ferma la possibilità di fruire delle detrazioni fiscali del testo unico delle imposte sui redditi, generalmente nella misura del 50%.

Si, nello specifico i seguenti impianti non sono incentivabili: 

  1. Impianti non di nuova costruzione

  2. la quota di potenza di impianti fotovoltaici che hanno avuto accesso al Superbonus 110%;

  3. la quota di potenza quota d’obbligo Po di nuove costruzioni;

Il Superbonus 110% non è compatibile con gli incentivi previsti per le CACER.

Questo compito spetta al referente, il quale deve inviare la richiesta esclusivamente per via telematica, accedendo al suddetto Portale informatico del GSE, autenticandosi nell’area clienti utilizzando le credenziali (User ID e password) fornite dal GSE in fase di registrazione e poi adoperando l’applicazione “Sistemi di Produzione e Consumo – SPC” presente all’interno del Portale. Successivamente sempre il referente è tenuto a compilare una serie di documenti necessari per il GSE, così alla fine sarà possibile redigere il contratto finale tra le parti. 

Una volta concluso l’iter burocratico con il GSE, la data di decorrenza è quella in cui è stata presentata istanza al GSE; perciò, il GSE retroattivamente calcola gli arretrati maturati durante il periodo di assolvimento burocratico. Alternativamente, può essere decisa un’altra data concordata tra referente e GSE. 

Il GSE determinerà la data di decorrenza del ritiro di ogni singolo impianto, secondo diversi casi:  

  1. alla data di entrata in esercizio dell’impianto, qualora l’istanza venga inviata entro 60 giorni solari dalla data di entrata in esercizio del primo degli impianti;  

  2. al primo giorno del mese successivo a quello di risoluzione di eventuali altri contratti di Scambio sul Posto; 

  3. a una data definita dalle parti. 

PIATTAFORMA

Una piattaforma digitale di gestione delle comunità energetiche serve a facilitare la gestione, il monitoraggio e l’ottimizzazione delle risorse energetiche all’interno di una comunità attraverso diverse funzionalità che includono: 

  • Monitoraggio e controllo: Consente di monitorare in tempo reale il consumo energetico e la produzione da fonti rinnovabili all’interno della comunità. 

  • Ottimizzazione dell’energia: Utilizzando algoritmi intelligenti, la piattaforma può ottimizzare l’uso dell’energia, bilanciando la domanda e l’offerta in modo efficiente per massimizzare l’autoconsumo e ridurre i costi energetici complessivi. 

  • Gestione delle risorse distribuite: Integra e coordina le diverse fonti di energia distribuita, come pannelli solari, sistemi di accumulo di energia e veicoli elettrici, per massimizzare il loro impatto all’interno della comunità. 

  • Partecipazione attiva: Permette ai membri della comunità di partecipare attivamente alla gestione dell’energia, consentendo loro di prendere decisioni informate sull’uso dell’energia e di contribuire al funzionamento ottimale del sistema. 

  • Flessibilità e adattabilità: Le piattaforme digitali di gestione delle comunità energetiche sono progettate per essere flessibili e adattabili alle esigenze specifiche di ogni comunità, consentendo una gestione personalizzata e scalabile dell’energia. 

Complessivamente, una piattaforma digitale di gestione delle comunità energetiche mira a favorire una transizione verso sistemi energetici più sostenibili, decentralizzati e resilienti, consentendo alle comunità di ridurre le emissioni di gas serra, risparmiare sui costi energetici e aumentare la loro indipendenza energetica. 

ROSE Energy Community è la soluzione software in cloud che digitalizza le attività di analisi preliminare, creazione, promozione e gestione amministrativa energetica ed economica delle CACER. ROSE Energy Community supporta inoltra la ricerca e la gestione dei soggetti interessati a partecipare dalla raccolta delle manifestazioni di interesse fino al completamento del processo di registrazione come membro effettivo, favorendo nel complesso l’ottimizzazione energetica e la scalabilità dei modelli di business. 

  • Simulazione  preliminare delle performance energetico-economiche 

  • Promozione delle configurazioni e identificazione dei membri 

  • Gestione e onboarding dei membri 

  • Monitoraggio con dispositivi plug&play e profilazione statistica 

  • Stima e ripartizione degli incentivi con algorimi personalizzabili 

  • Engagement mobile app per i membri 

  • Energy Management con l’AI per l’ottimizzazione dell’energia condivisa 

 

La ripartizione dell’incentivo viene effettuato in base alla performance dei singoli membri, ciò vuol dire che viene determinata una quota di energia condivisa pro-capite che rappresenta quanto il singolo membro ha partecipato alla condivisione per la comunità. Alternativamente, per le AUC, è possibile anche utilizzare un metodo più semplice basato sui millesimi condominiali. In ogni caso, è possibile introdurre in ROSE Energy Community Platform, tramite sviluppi dedicati, dei nuovi algoritmi di ripartizione. 

Ogni qualvolta che un membro, sia esso consumatore o produttore, riesce ad allineare, rispettivamente, i propri prelievi a periodi di immissione della comunità o le proprie immissioni a periodi di prelievo della comunità, allora il membro accumula energia condivisa pro capite, incrementando così il proprio ritorno economico. 

I membri di una comunità devono sostenere solamente i costi legati al GSE, che vengono già trattenuti nell’incentivo alla prima erogazione dell’anno, e i costi di gestione della comunità. La piattaforma prevede la definizione di uscite per una gestione contabile dei flussi finanziari e di cassa della comunità.

I dati relativi ai POD facenti parte della comunità energetica sono monitorati tramite contatori tradizionali controllati dal gestore della rete, il quale è poi tenuto ad inviare regolarmente i dati al GSE. Il GSE li mette poi a disposizione della comunità tramite il portale del servizio CACER. La piattaforma ROSE  sia avvale in aggiunta di smart meter per avere un monitoraggio quasi in tempo reale che comunica ai membri della comunità. 

La soluzione ROSE Energy Community Platform per le comunità energetiche è in grado di comunicare con la maggior parte dei contatori presenti nel mercato. In particolare, la piattaforma utilizza dispositivi certificati per la connessione ai contatori di scambio e produzione in bassa tensione di seconda generazione (2G Open Meter), sia monofase sia trifase, tramite l’utilizzo de protocollo Chain2. Per i contatori 1G invece si consiglia l’utilizzo di energy meter din. I meter possono connettersi ad internet utilizzando il WiFi del membro della comunità oppure una SIM dedicata in modalità NB-IoT.

Per il monitoraggio in media tensione è prevista la telelettura dei contatori di scambio e produzione grazie a contaimpulsi, lettori ottici o tramite smart meter con TA.

Il software è predisposto nativamente per l’integrazione con sistemi di terze parti tramite API (HTTP REST, MQTT, …) e protocolli specifici (Modbus, IEC61850, BACnet, OPC-UA) garantendo anche il controllo da remoto delle risorse energetiche.

L’integrazione attraverso altri protocolli o sistemi di messagistica specifici è possibile ma richiede una valutazione del nostro team di esperti.

La piattaforma abilita l’utilizzo dei profili statistici per la stima di consumi e produzione. Di default vengono utilizzati i profili pubblicati del GSE con l’aggiornamento delle regole tecniche di aprile del 2022 configurabili sulla base di template di totalizzatori annuali o mensili.

La piattaforma consente anche il caricamento di misure da file excel e di tutti i dati che possono essere scaricati dal portale GSE.

In sintesi, l’engagement nelle CACER serve a promuovere una partecipazione attiva, una maggiore consapevolezza, una migliore gestione delle risorse energetiche e a favorire una maggiore coesione sociale all’interno della comunità. 

  • Consapevolezza e educazione: Coinvolgere attivamente i membri della comunità nell’energia rinnovabile e nella gestione energetica li aiuta a comprendere i benefici e le sfide legate alla transizione energetica. Ciò può portare a una maggiore consapevolezza sull’importanza della sostenibilità e dell’efficienza energetica. 

  • Partecipazione attiva: Coinvolgere i membri della comunità nella gestione dell’energia li rende parte integrante del processo decisionale. Consentire loro di contribuire con idee, feedback e suggerimenti può portare a soluzioni più innovative e adattate alle esigenze della comunità. 

  • Autoconsumo e condivisione dell’energia: L’engagement può incentivare i membri della comunità a adottare comportamenti energetici più sostenibili, come il massimo utilizzo dell’energia prodotta localmente (autoconsumo) e la condivisione dell’energia in eccesso con altri membri della comunità. 

  • Coesione sociale: Partecipare attivamente a iniziative di energia comunitaria può favorire un senso di appartenenza e coesione all’interno della comunità. Il coinvolgimento in progetti comuni può rafforzare i legami sociali e promuovere la solidarietà tra i membri. 

  • Efficienza e ottimizzazione: Coinvolgere i membri della comunità nell’energia comunitaria può contribuire a ottimizzare l’uso delle risorse energetiche disponibili, riducendo gli sprechi e migliorando l’efficienza complessiva del sistema energetico della comunità.

Il membro deve cercare di cambiare quanto possibile le proprie abitudini, per cercare di seguire la produzione di energia da fonte rinnovabile, tipicamente il solare fotovoltaico. Come prassi, quindi, si dovrebbero concentrare i propri prelievi nelle ore centrali della giornata. 

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